Cos'è la CBLC


Che cos’è l’Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria?

L’Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria è un difetto congenito del metabolismo della vitamina B12 (cobalamina) che si manifesta, perlopiù in età neonatale, con anemia megaloblastica, letargia, ritardo della crescita e dello sviluppo, deficit cognitivo e convulsioni, deterioramento neurologico acuto e retinico. Più raramente esordisce durante l’infanzia o l’adolescenza, con sintomi psichiatrici o con un quadro di degenerazione del midollo.

Si tratta di una malattia metabolica appartenente al gruppo delle acidurie organiche, caratterizzate dalla disfunzione del metabolismo di alcuni aminoacidi. Nello specifico, i difetti rientrano nei disturbi della rimetilazione ed hanno in comune l’impossibilità di riconvertire correttamente l’omocisteina in metionina. A causa di ciò, nel sangue il livello dell’omocisteina è elevato mentre quello della metionina è ridotto. Dunque, il ciclo della metionina (ricavata dagli alimenti, trasformata in omocisteina e quindi riconvertita in metionina) è interrotto e risultano disturbate numerose importanti funzioni dell’organismo a causa dei livelli elevati di omocisteina.

I difetti di cblC, cblF e cblJ colpiscono sia il ciclo dell’omocisteina-metionina sia quello dell’acido metilmalonico (MMA). Risulta pertanto compromessa anche l’eliminazione dalle cellule del corpo del MMA, i cui livelli nel sangue e nelle urine, se elevati, possono provocare ulteriori complessi problemi di salute.

Che cos’è la cblC?

L’Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria di tipo cblC (nel seguito semplicemente cblC) è il più frequente errore congenito del metabolismo della vitamina B12 dovuto all’incapacità di convertire la cobalamina nelle forme attive (adenosilcobalamina e metilcobalamina), cofattori degli enzimi che contrastano l’accumulo dell’acido metilmalonico e dell’omocisteina nel sangue e nelle urine.

L’epoca di esordio e le manifestazioni cliniche sono eterogenee. L’esordio neonatale con scompenso metabolico acuto è più frequente e si può manifestare come patologia multisistemica con miocardiopatia, coma acidosico, ipotonia, difficoltà di accrescimento, deterioramento neurologico acuto, deficit cognitivo, letargia, epilessia, microcefalia, retinopatia, segni di anemia megaloblastica (pallore, affaticamento, anoressia), ipercolesterolemia e sindrome emolitica-uremica.

L’esordio tardivo, durante l’infanzia o l’adolescenza, può essere acuto-intermittente o cronico progressivo con sintomatologia psichiatrica (demenza e psicosi) o con atassia e un quadro di degenerazione subacuta del midollo.

Come si trasmette la cblC? Come avviene la diagnosi?

La cblC è una delle circa 600 malattie metaboliche ereditarie (MME) note e viene trasmessa con modalità autosomica recessiva: se in una coppia entrambi i genitori sono portatori sani di una mutazione in uno dei geni coinvolti, a ogni gravidanza si ha un rischio del 25% di generare figli affetti, il 50% di possibilità di avere figli portatori sani e il 25% di avere figli sani non portatori.

Un’analisi molecolare del gene MMACHC, recentemente identificato e responsabile della cblC, risulta fondamentale per l’identificazione dello stato di portatore nelle famiglie a rischio e per consentire un’adeguata consulenza genetica con possibilità di diagnosi prenatali e tempi di risposta più brevi rispetto alle classiche indagini biochimico-enzimatiche basate su esami di laboratorio del sangue e delle urine.

È possibile effettuare la diagnosi prenatale e dal 2016 è possibile una diagnosi precoce in epoca neonatale grazie allo screening neonatale allargato. Lo screening neonatale esiste in Italia dal 1992 quando divenne obbligatorio per tre patologie: ipotiroidismo congenito, fibrosi cistica e fenilchetonuria. Oggi l’obbligo è stato allargato a circa 40 malattie metaboliche rare grazie all’approvazione della legge 167/2016, anche se molto deve ancora essere fatto per colmare il divario tra approvazione della legge e messa in pratica effettiva della stessa.

Trattamento

La strategia di intervento attuale, in accordo con le linee guida del 2016, prevede la somministrazione di composti in grado di eliminare eventuali residui tossici del metabolismo o di aumentare l’attività metabolica carente, in particolare l’idrossicobalamina (somministrata principalmente per via intramuscolare) integrata con betaina anidra, L-carnitina e acido folico per via orale.

Principali centri italiani di riferimento

  • Valle d’Aosta
    Centro Regionale di riferimento: Regione Piemonte
  • Piemonte
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Citta della Salute e della Scienza di Torino”
    Ospedale Sant'Anna
    Ospedale Regina Margherita
  • Lombardia
    Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliera “San Gerardo”, Monza (MB)
    Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliera“S. Paolo”, Milano
    Istituto Nazionale Neurologico “C. Besta”, Milano
    Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi”, Milano
    Ospedale Maggiore Policlinico, Milano
  • Liguria
    Ospedale Pediatrico Istituto “G. Gaslini”, Genova
  • Veneto
    Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata - Ospedale Policlinico “G.B. Rossi” Borgo Roma, Verona Azienda Ospedaliera Universitaria, Padova
  • Trentino
    Centro Regionale di riferimento: Regione Veneto
  • Friuli Venezia Giulia
    Azienda Ospedaliero Universitaria “Santa Maria della Misericordia”, Udine
  • Emilia Romagna
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico S. Orsola-Malpighi”, Bologna
    Ospedale Guglielmo da Saliceto, Piacenza
  • Toscana
    Azienda Ospedaliera Universitaria “A. Meyer”, Firenze
  • Marche
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedali Riuniti” - Presidio Salesi, Ancona
    Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord “Ospedale S. Croce”
  • Umbria
    Centro Regionale di riferimento: Regione Toscana
  • Lazio
    Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma
    Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Umberto I”, Roma
  • Abruzzo
    Centro Regionale di riferimento: Regione Lazio
  • Molise
    Centro Regionale di riferimento: Regione Lazio
  • Campania
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II”, Napoli
  • Puglia
    Policlinico di Bari Ospedale “Giovanni XXIII”, Bari
  • Basilicata
    Azienda Ospedaliera Regionale “S. Carlo”, Potenza
  • Calabria
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini”, Catanzaro
    Ospedale “Pugliese Ciaccio”, Catanzaro
  • Sicilia
    Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico Vittorio Emanuele”, Catania
    Ospedale Pediatrico “G. Di Cristina”, Palermo
  • Sardegna
    Ospedale Pediatrico Microcitemico - “Antonio Cao” (dal 1° Luglio 2015 accorpato all’A.O. Brotzu), Cagliari